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Patchwork Romani
Etiopia/Djibouti
2 mostre di Emilie Di Paola
dal 24 al 28 gennaio 2007
vernissage mercoledì 24 alle ore 21
Patchwork Romani: Costruzioni In..Perfette: Visioni.Strutture maestose,veri e propri tesori architettonici fotografati in maniera surreale.Quando l'immaginario sopravvale la realtà.
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"Etiopia/Djibouti":
Viaggio ai confini della realtà,scoprendo la carovana del sale e il possente Erta Alè, tra lo splendore dei colori cittadini al nero della arida lava. Sfida,paura,povertà,sopravvivenza,realtà diverse intrecciate in un unica vita. |
L’obiettivo di Emilie trasmette emozioni attraverso il clic di uno scatto, sembra rubare per qualche secondo l'anima ai suoi soggetti per poi trasferirli in immagini regalando per magia l'attimo di quel momento. Fotografa per passione e da qualche anno come professione sperimenta ogni parte della fotografia dal reportage all'architettura,fotografie che raccontano luoghi fisici ma anche lontani,reali e non.
Travel Concept Store L’Impiccione Viaggiatore
Via della Madonna dei Monti, 28 – Roma -
Info e prenotazioni 06-6786188 www.limpiccioneviaggiatore.com
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BUONGIORNO SENEGAL
In bicicletta da Dakar a Podor
incontro con l’autrice Cecilia Gentile domenica 28 Gennaio 2007 ore 18,00
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La savana, i villaggi, l'oceano, i baobab. E soprattuto, l'incontro con le donne, gli uomini e i bambini, con la loro energia, il loro mondo interiore, il loro senso del tempo e dell'ospitalità. Ne parlerà l'autrice del libro "Buongiorno Senegal. In bicicletta da Dakar a Podor", Ediciclo Editore. Oltre a lei interverranno il giornalista della Gazzetta dello Sport Marco Bonarrigo e il griot di Dakar badarà Seck. Un tuffo in Senegal che avrà anche i sapori della cucina senegalese. I partecipanti potranno infatti gustare il "Ceebu ginar", il riso con il pollo, piatto locale tipico, e provare a realizzarlo a casa con la ricetta che verrà loro fornita. Sullo sfondo, le note della kora, strumento tradizionale a 20 corde, e dello djembè, tamburo senegalese.
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Cecilia Gentile è nata e vive a Roma.
E' stata docente di ruolo di italiano e latino in un liceo scientifico di Roma. Da qualche anno è redattrice per il quotidiano La Repubblica. Appassionata di bicicletta e di fotografia, è una guida dell’associazione cicloambientalista Ruotalibera-Fiab, che si propone di diffondere l’uso della bici in città ed il cicloturismo.
Travel Concept Store L’Impiccione Viaggiatore
Via della Madonna dei Monti, 28 – Roma –
dal mercoledì alla domenica dall 16 all’ 1,00 di notte
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il viaggio... comunque
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LAURA DI FRANCESCO
Il VIAGGIO… COMUNQUE
PROROGATA AL
11 FEBBRAIO 2007
Torna sulle pareti dell’Impiccione Viaggiatore una fra gli artisti più apprezzati nello scorso anno. Con la sua pura fantasia grafica Laura porta il tratto ad una dimensione poetica rara dimostrando ancora la sua particolare sensibilità di artista e la sua spiccata capacità rappresentativa da grande illustratrice. Un gradito ritorno e un occasione per conoscere le sue nuove opere
Da mercoledì a domenica dalle 16 all’una di notte
Travel Concept Store L’Impiccione Viaggiatore
Via della Madonna dei Monti, 28 – Roma –
Info 066786188 www.limpiccioneviaggiatore.com
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Torna
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Roma
prima della storia
Domenica 11 febbraio 2007 dalle ore 18.00
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Un viaggio nel tempo con il paleontologo Giuseppe Di Stefano per scoprire, attraverso i grandi Mammiferi che vivevano nell’area, i mondi scomparsi esistiti a Roma prima di Romolo, prima della civiltà, prima della storia.
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Giuseppe Di Stefano vive e lavora a Roma.
Dopo la laurea in Scienze naturali e la specializzazione in didattica museale, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Paleontologia specializzandosi nello studio dei Mammiferi fossili. Attualmente è Dirigente presso Tecnostruttura delle Regioni per il Fondo Sociale europeo ma, nonostante la differenza degli ambiti lavorativi, continua a collaborare in attività di ricerca con varie Università ed Istituti di Ricerca europei.
E’ autore di oltre 30 articoli pubblicati in riviste specializzate del settore.
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66° nord
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eco multipla della medina
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Eco Multipla della Medina
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Viaggio fotografico in Marocco
di Roberto Mastrocinque
dal 4 all’ 11 Marzo
TravelConceptStore
L’Impiccione Viaggiatore
Vernissage domenica 4 ore 21 |
Roberto Mastrocinque (Napoli,1979)
Frequenta studi artistici dedicandosi alla pittura e alla scultura esponendo le sue opere in gallerie private e realizzando performance estemporanee in piazze della periferia napoletana. Collabora alla realizzazione di scenografie per diversi festival musicali e produzioni teatrali indipendenti. Dal 1994 scopre l'interesse per la fotografia che da quel momento diventa mezzo privilegiato per la sua ricerca artistica. Attualmente lavora come arredatore d'interni e visual merchandiser presso un'azienda svedese.
PERCHE'..IL VIAGGIO.
Nessuna ricerca,nessun virtuosismo tecnico né cromatico. Frammentario per essere un reportage. Paura di lasciar cadere in un profondo oblio sguardi e paesaggi... ....questa la causa del mio agire. Fotografo da due anni, da ventisette vedo,osservo da ventidue. Il mio tentativo è quello di dar corpo ad una memoria sfuggevole che da sempre mi restituisce immagini contaminate da riflessi e sovrapposizioni.
Le fotografie sono state realizzate con una NIKON FM2 Con il supporto di obiettivi NIKKOR 28-35-50 e 70mm.
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Contemporaneamente Bangladesh
Incisioni e dipinti di
Ataur Rahman
Da mercoledì 14 a domenica 18 marzo 2007
“Amo pensare le cose in termini visuali. Per me i pensieri non possono venire espressi con la stessa intensità della metafora visuale né con le parole né con alcun altro medium. Le mie metafore visuali tracciano la propria forza emozionale direttamente dall’esperienza del vivere e del sentire della natura stessa.”
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Il Silenzio della neve
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4 sguardi, 4 fotografi per passione, in quanto appassionati dell’oggetto fotografico, 4 diversi obiettivi che zoomano sulla realtà rappresentata, a distanze geografiche, emozionali ed ottiche sempre più ravvicinate. Dallo sguardo largo e partecipe sul Guatemala di Claudio Testa, al primo piano sull’identità femminile “velata” di Maricetta Lombardo. Fino allo sguardo interiore sulla propria città, Roma: onirica e distesa nella luce dell’alba quella di Anna Basciu, riflessa, mediata, distorta e distratta la Roma di Cristina Gradellini.
I contenuti della rassegna sono il risultato dell’impegno ormai consolidato da due anni di attività del Travel Concept Store L’Impiccione Viaggiatore e dalla cura di Giovanna De Rossi che in questa occasione ha coniugato l’interesse per l’esplorazione geografica dei territori con l’espressività offerta da 4 giovani autori Italiani. ll risultato di tale ricerca si inserisce nel circuito di Fotografia: Festival internazionale di Roma 2007.
Nel dettaglio
4Occhi: Roma – distrazioni visibili di Cristina Gradellini
Per la rassegna 4Occhi la prima tappa è Roma, una Roma assorbita da se stessa, riflessa da se stessa, distratta da se stessa. Sguardi occasionali che per un caso, quanto si vuole guidato, svelano una bellezza digerita nella quotidianità della metropoli.
Da sempre interessata ai temi più intimi delle rappresentazioni artistiche, Cristina Gradellini ha scoperto la possibilità di descrivere luoghi ed emozioni attraverso l’obiettivo. La luce racconta,traccia,filtra, mostra e nasconde all’occhio, la personale realtà svelata dallo strumento fotografico.
4Occhi : Velo di Maricetta Lombardo
Dal 18 al 29 aprile dal mercoledì alla domenica dalle 16 all’una.
Vernissage mercoledì 18 aprile ore 21
Il viaggio per immagini continua trasversalmente attraverso paesi, società, culture e religioni diverse nella ricerca distintiva e unificante di un’identità femminile filtrata attraverso la simbologia del velo, territorio comune e di confronto, che si ritrova in ogni cultura dall’Europa all’Africa.
Il mestiere di Maricetta Lombardo è nel suono cinematografico, ma da tempo riesce a fare esprimere anche le immagini fisse e mute della fotografia.
Il suo girare da un paese all’altro la porta a cogliere il senso dei luoghi e delle persone, memorizzati sulla pellicola con una compatta a fuoco fisso.
4Occhi : Mentre la città dorme di Anna Basciu
Dal 2 al 13 maggio dal mercoledì alla domenica dalle 16 all’una.
Vernissage mercoledì 2 maggio ore 21
Si torna a Roma, sottovoce nel momento sospeso tra il giorno e la notte. All’alba Roma si spoglia della sua confusione e delle sue sovrastrutture per svelarsi nuda allo sguardo stupito dell’artista.
Anna Basciu è nata a Roma nel 1963, autodidatta, frequenta un corso di formazione professionale di fotografia del Comune di Roma. Partecipa a diverse collettive organizzate dal "Photogramma" tra il 1997/98. Le sue immagini sono pubblicate periodicamente su diversi quotidiani e riviste specializzate, tra le quali "Gente di fotografia". Ha fatto vari viaggi in Oriente, da cui ha tratto delle mostre personali.
4Occhi : Coloremaya di Claudio Testa
Dal 16 al 27 maggio dal mercoledì alla domenica dalle 16 all’una.
Vernissage mercoledì 16 maggio ore 21
Ultima tappa, la più lontana, il Guatemala, si impone prepotentemente cromatica allo sguardo, ma l’attenzione dell’autore ci porta a scoprire, sotto tutto il declamare del colore, sia la bellezza primordiale di un’America Latina quasi sospesa nel tempo e nella natura, sia la realtà sociale ben meno sfolgorante. Un’interpretazione che per i forti contrasti costringe a pensare l’assurdo come risultato di un “progresso” irrealizzato.
Claudio Testa, nato in Umbria, vive a Roma. Si considera un fotografo part-time, fotografo per passione. Considera le fotografie appunti da tenere a portata di mano, la fotografia come un racconto, un insieme di sensazioni. Predilige temi legati al viaggio e all'ambiente con un occhio attento al sociale. Dice: "non so e non mi interessa sapere se la fotografia è arte oppure no".
4Occhi è a cura di Giovanna De Rossi (derossi@limpiccioneviaggiatore.com)





Inviato da:
1176490@aruba.it
09/12/2005 13.24
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Non solo pizzica. Il Salento può essere qualcosa d’altro, qualcosa di più. Senza smarrire il segno dell’amore per una terra dai colori di sughero e di cielo, la Fluid Video Crew ci parla di un viaggio lungo le linee della Sud Est, la ferrovia che attraversa il Salento, da Lecce ad Otranto, a Gallipoli, ma che, tramite Martina Franca, arriva anche a Bari. Lungo il percorso si incontrano tante figure diverse, da Gigellino all’uomo dei Menhir, dai guardalinee a Vincent, il fondatore di una città onirica e personale, a Med, tunisino e guardiano di notte del banco della frutta a Santa Maria di Leuca. Si intrecciano così storie di follia, di fedeltà alla terra, di poesia e di dolore, lungo le linee di una ferrovia che narra a bordo delle sue rotaie il lento girare del Salento su se stesso. | Si intrecciano così storie di follia, di fedeltà alla terra, di poesia e di dolore, lungo le linee di una ferrovia che narra a bordo delle sue rotaie il lento girare del Salento su se stesso. Da questo disordine e da questo ritornare della storia su se stessa, un moto che viene riassunto dalle tre epigrafi del film, (di Fellini, Bene, Fascetti) emerge non il Salento delle comunità danzanti, ma una terra in cui proprio la lentezza e la posizione di frontiera, con il loro disordine organico, ritornano ad essere una forma di singolare ricchezza, oltre l’inferno del mondo omologato e funzionante. Al principio era il caos, sembrano dire i quattro della Fluid Video Crew, e ogni tentativo di ordinarlo, è destinato allo scacco, a produrre mostri. Infatti se il caos non viene contrastato può diventare un’organizzazione più elastica e sottile, una libertà che consente a tutti di narrare la propria storia. […] Ecco, forse è questo che il film, al di là dei pareri degli esperti, c’insegna: il disordine è una straordinaria possibilità di libertà, attraverso cui è possibile provare a fare e ri-fare il mondo. […] La libertà è quel passaggio stretto attraverso cui usciamo dall’ordine normale e consueto delle cose e arriviamo e scoprire i punti da cui si può fare e ri-fare il mondo. Per trovare questi punti di passaggio e varcare queste soglia bisogna avere coraggio, pazienza e sfortuna, aver perso le radici, e averle ricostruite in tutti gli incontri con coloro che ci ascoltano e che ascoltiamo. Queste porte sono invisibili, ma capaci di guardarci, come le vie dei canti di Chatwin. Una di esse passa attraverso una vecchi e lenta ferrovia del Salento. Benvenuti nel Sud Est!”
Franco Cassano
“Italian Sud Est è innanzitutto un atto d’amore, un atto d’amore verso una terra che – in un modo o nell’altro – sentiamo nostra, al di là della retorica: l’unicità di questo estremo lembo del Sud Est italiano è stato il collante che ci ha permesso di realizzare un film così particolare. I suoi colori, le sue genti, le sue mille contraddizioni, le sue storie, i suoi risvolti onirici sono stati l’humus sul quale il film è man mano cresciuto. […] Esisteva un solo desiderio: perdersi per questa terra, perdersi negli interstizi dei suoi innumerevoli percorsi umani e geografici. Vecchie leggende, antichi popoli, oscuri riti, moderne “visioni”, esistenze solitarie e straordinarie, vecchi saggi, racconti di altri tempi e di tempi che verranno, quotidianità difficili ed ingiuste: era questo il fluido in cui ci volevamo muovere. […] A nostro avviso, il Salento di realtà non ne esprime soltanto una: i punti di vista sono centinaia di migliaia, il confine tra la realtà e la sua mesa in scena è sempre più labile: la cosa che ci divertiva di più, da quando abbiamo iniziato a “giocare”, era confondere il più possibile “le acque”, confonderci noi stessi, mettere in crisi la rappresentazione a partire dalle nostre soggettività. […] Da questo smisurato magma è venuto fuori Italian Sud Est, un film di un’epoca-non-epoca, di miti esistenti, di uomini e donne al lavoro di un non-lavoro. Un film “messicano”, in una terra dove l’ozio-disoccupazione diventa saggezza creativa. […] A chi non ha visto Italian Sud Est auguriamo, almeno, di venire in Salento e di salire su uno di quei piccoli treni arancioni che, speriamo, continuino a girare eternamente, sempre, su se stessi, a vuoto. Così direbbe il buon Carmelo Bene… A presto
Fluid Video Crew
Questi brani sono stati tratti dal libro di FLUID VIDEO CREW, MARCO SUARA, CATERINA TORTOSA, ITALIAN SUD EST, Appunti di viaggio per un docu-western salentino con foto di MAURIZIO BUTTAZZO, -PIERO MANNI EDITORE, SAN CESARIO DI LECCE, 2003
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